Era il 1999, appena laureata in Medicina con una tesi sperimentale pubblicata e abilitata alla professione con il massimo dei voti. La dr.ssa Bianca Diffidenti aveva le carte in regola per una carriera tranquilla.
Scelse invece di mettersi in gioco, investire in sé stessa e nella medicina estetica avanzata. Tutto ebbe inizio in uno studio di 80 metri quadri, in periferia.
Confrontandosi ogni giorno con i colleghi, Bianca intuì la più grande falla del sistema formativo in medicina estetica: la mancanza di un metodo che unisse l’analisi della ricerca scientifica, propria della reologia e dell’anatomia dinamica, alla pratica sul campo.
“Senza pratica, a cosa servono i dati?”








